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OGM, siamo proprio sicuri che sia una buona idea?

Quattro relatori a confronto al convegno organizzato dall'associazione Agorà cibo &  arte. Un  sondaggio al pubblico per capire le opinioni prima e dopo le tesi dei relatori.

OGM Sì  o No è stato il convegno organizzato dall'associazione Agorà  cibo & arte che nel suo DNA ha un’eterogeneità di mondi e tra i suoi obiettivi c’è proprio  la condivisione, ovvero, portare la conoscenza nella propria agorà.

 

Vista l'importanza dell'argomento, Agorà cibo & arte ha coinvolto i partecipanti in un sondaggio anonimo in due momenti diversi. Prima e dopo il convegno, si è chiesto al pubblico chi fosse favorevole o meno agli OGM.  È stato interessante notare la differenza di risultato, che ha dimostrato come le tesi esposte abbiano fatto cambiare parere ad una buona parte di votanti. Pertanto si sono avute le seguenti percentuali:

Prima dell'evento

56,10% favorevoli

43,90%  contrari

 

Dopo l'evento 

71,43% i favorevoli

28,57% i contrari

Cosa è emerso dal pomeriggio che ha convinto una parte del pubblico che gli OGM, non sono poi così male?

Giorgio Cantelli Forti - Presidente dell’Accademia dell’Agricoltura ha sostenuto che gli OGM sono sempre esistiti. Noi stessi saremmo dei prodotti  geneticamente modificati naturalmente.  Gli OGM non esistono più come tali, i No sugli OGM sono il frutto di un pregiudizio ideologico. Il non utilizzo di una tecnologia finché non è  assolutamente sicura è contro l'evoluzione. Infatti,  non è applicato a nessuna attività umana perché si bloccherebbe qualunque innovazione.

Cinzia F. Coduti - Consulente legale Area Ambiente e Territorio di Coldiretti, è  invece del parere che va recuperata la fertilità della  terra. Evitare i trattamenti intensivi significa salvaguardare le caratteristiche tipiche dei nostri alimenti riconosciute dal tutto il mondo.

Roberto Defez - Direttore del laboratorio di biotecnologie microbiche del CNR di Napoli, ha evidenziato come le colture OGM abbiano bisogno di un minimo impiego di antiparassitari, che significa  meno malattie per l'uomo, meno  pesticidi che uccidono insetti, farfalle etc. e un pianeta più equamente nutrito. Concorda con Cantelli che da anni usiamo OGM, la papaia è  un organismo geneticamente modificato, il grano è  un mostro genetico che contiene tre piante in una. L'idea è che se non evolviamo le piante i parassiti  progrediscono e saranno sempre più resistenti ai vari pesticidi, tanto che saremo costretti ad usarne in quantità maggiore,  con tutte le conseguenze del caso. 

Franco Ferroni - Responsabile Nazionale Agricoltura del WWF Italia, sottolinea come il tempo nell'agricoltura sia una variabile fondamentale perché consente alle varietà di stabilizzarsi,  cosa che non esiste negli OGM, poiché  la velocità di crescita crea instabilità  nella pianta. Se il problema è  la fame nel mondo bisognerebbe rivedere la ridistribuzione del cibo, accorciare la filiera piuttosto che concentrare il dominio economico della produzione di cibo nel mondo nelle mani di pochi. Ferroni ritiene che gli OGM siano una tossicodipendenza per la nostra agricoltura.

La serata sarebbe andata avanti per ore visto l’acceso dibattito che è seguito al convegno. Sicuramente Agorà cibo & arte è riuscita nel suo intento: ovvero diffondere la conoscenza tenendo conto del tema da diversi punti di vista che danno completezza ai contenuti e la possibilità di farsi anche un’opinione.

Dora Carapellese 

 

 

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Chi sono

Sono Dora Carapellese, mi occupo di comunicazione, offrendo servizi di ufficio stampa, scrittura per l'editoria e formazione.

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