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#tolktolk. Gestire il canale YouTube

Non serve saper fare solo un video e pubblicarlo. YT non è semplicemente il garage dei filmati. Una strategia è indispensabile per avere più visualizzazioni e fidelizzazione del proprio pubblico.

Anna Covone, YouTube Marketing Specialist  ha inaugurato  l’anno tolktolk con come gestire un canale YouTube. Cosa significa essere visibili su YouTube? Quanto è importante il tempo di permanenza di un utente sul tuo canale? Come fidelizzare il pubblico? Come si gestisce la SEO per le immagini? Sono alcune delle domande che Dora Carapellese porrà alla Covone.

L’80% di tutto il traffico Internet sarà il video entro il 2019, nel 2014 era il 64% (Fonte: Cisco Visual Networking Index: Forecast and Methodology, 2014-2019 White Paper). Se le previsioni dello studio Cisco si dimostreranno corrette nei prossimi anni la stragrande maggioranza del traffico Internet riguarderà i video. 

Questo ci fa capire quanto sia di primaria importanza la gestione di un canale che può permetterci di lavorare sulla brand awareness e sulle potenzialità di new business. Inoltre, secondo la B2B Video Content Marketing Survey, nel 2015 il 96% delle aziende B2B ha utilizzato i video per il marketing online. L’uso del video da parte delle imprese B2B è quasi onnipresente. Un dato interessante sia per chi offre un servizio video e derivati, per la grande richiesta di lavoro in questo settore, che per chi ne usufruisce, perché potrà utilizzare il video marketing on line anche per aprire nuove prospettive commerciali.  E YouTube in tutto questo che ruolo potrà avere?

Ecco l'intervista scritta ad Anna Covone.

1. Quando conviene avere un canale youtube?

Prendersi cura di un canale YouTube, coltivarlo pazientemente per raccoglierne i primi frutti, è un’attività che richiede molte risorse per cui il primo prerequisito è sicuramente quello di credere nel mezzo e sviluppare un progetto sostenibile, che può essere portato avanti costantemente nel tempo mantenendo la stessa qualità del prodotto video. Dobbiamo chiederci se e come l’utilizzo della piattaforma di YouTube può aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. In che modo il video può aggiungere valore alla nostra offerta? Solo quando avremo chiaro il valore aggiunto che vogliamo dare al nostro pubblico tramite il canale YouTube, allora possiamo cominciare a progettare tutti gli altri elementi: nome del canale, Branding, calendario video, etc…   

2. Youtube può essere usato come un blog? 

YouTube è anche un blog. Solo che su YouTube l’equivalente dei post di un blog si chiamano Vlog, la versione video dei blog. Ed è proprio questa dimensione, quella delle persone che si raccontano in video giorno per giorno, uno degli aspetti più affascinanti della piattaforma. Professionisti e aziende lo utilizzano per pubblicare piccoli approfondimenti o video di opinione sui temi più disparati, mentre un’altra fetta di creators lo utilizza come un video-diario, in cui raccontare, giorno per giorno, le proprie esperienze e passioni. Sono i famosi Vlogger, pensiamo a Yotobi o a Sofia Viscardi, che hanno costruito grazie a YouTube una profondissima connessione con il proprio pubblico attraverso la condivisione di emozioni e idee.

3. Come funziona la SEO nei video?

Oggi la SEO per i video è meno oscura ma molto più complessa di prima. Le informazioni che aggiungiamo dopo il caricamento del video - i Metadati - ci aiutano fino a un certo punto. L’algoritmo utilizza titoli, descrizioni e tag solamente per una tematizzazione del video ma a stabilirne il ranking, cioè la posizione all’interno dei risultati di ricerca, saranno le performance del video: interazioni sociali (i mi piace, i commenti e le condivisioni che il video riceve) e il tempo di visione (la percentuale di completamento della visione del video da parte degli spettatori). Questo significa che oggi la SEO su YouTube comincia dalla fase di produzione, che diventa importante tanto quanto quella di promozione: bisogna progettare contenuti che le persone abbiano veramente voglia di condividere e incoraggiare la creazione di community che interagiscano spontaneamente con i nostri contenuti. E non serve dirlo, per fare tutto ciò serve impegno e non una lista di parole chiave.

4. Cinque mosse per tenere vivo un canale YouTube?

  • 1. Per vincere la competizione tra canali abbiamo bisogno di un branding efficace, che faccia capire immediatamente lo spirito e il tema del canale e che sia facile da memorizzare
  • 2. Per essere favoriti dall’algoritmo di YouTube dobbiamo preoccuparci di trasformare una visualizzazione in più visualizzazioni, trattenendo gli spettatori sul nostro canale: per fare ciò dobbiamo utilizzare le annotazioni, le schede (le nuove info cards) e le playlist. Per creare o aggiornare annotazioni in bulk, possiamo utilizzare strumenti come VidIQ o Tubebuddy.
  • 3. Non pubblicare mai un video senza aver prima inserito tutte le informazioni e i meta tag per una corretta indicizzazione: le prime 48h dalla pubblicazione del video sono le più importanti!
  • 4. Ma il canale non vive di sola SEO: è importante curare anche l’aspetto social incoraggiando la community a commentare e condividere, rispondendo noi stessi ai commenti e inserendo delle call-to-action, testuali e verbali, all’interno del video.
  • 5. Pensare in grande. YouTube non è il fine ma un mezzo per raggiungere obiettivi, economici, personali e di business, che vanno oltre la singola piattaforma.

5. Se pensiamo al mercato B2B quali video funzionano di più?

Come per il B2C, il mercato B2B può usare YouTube per incrementare l’awareness, creare coinvolgimento e conquistare nuovi lead, quello che è importante capire è a quale pubblico vogliamo indirizzare la nostra comunicazione. Un esempio molto efficace di questo approccio sono i canali di Intel che utilizza la piattaforma per sia per rafforzare il proprio Brand con video istituzionali-promozionali, sia per offrire assistenza post-vendita agli utilizzatori dei propri prodotti con guide e tutorial di qualità.

6. Invece sul mercato B2C?

Il mercato B2C è presente su YouTube in tantissimi modi: dalle inserzioni alle collaborazioni con gli YouTubers. La forza di YouTube non sta solo nei canali Brand, ma la maggior parte delle interazioni e dell’interesse si concentra sui canali Non-Brand, quelli che chiamiamo YouTubers e che spontaneamente creano video commerciali, recensendo o mostrando un prodotto in azione. Ultimamente molta della promozione che passa su YouTube vede come protagonisti attivi Marketer e YouTubers che realizzano, in collaborazione, nuove forme di native advertising. Il messaggio pubblicitario resta ma è meno invasivo e riesce a incontrare i gusti del pubblico grazie all’intermediazione dello YouTuber. Un’esempio? La collaborazione tra Claudio Di Biagio e MSC Crociere (https://www.facebook.com/MSC.Crociere.Italia/posts/10202685693481830).

7. Ci fai un esempio di un canale YT ben gestito, possibilmente italiano

Emergency!

 

Video integrale della serata del 3 Febbraio 2016 con Anna Covone.

Purtroppo per problemi tecnici l'audio nei primi 30 minuti ha un leggero eco. 

    

 

Cosa è tolktolk

Tolktolk, conversazioni tra professionisti nasce dall’esigenza di fare chiarezza nel mondo del web, una macchina ad alta velocità che cammina su una strada senza limiti. L’idea è parlare con degli esperti manager della comunicazione e new media che condividono con altri professionisti il loro sapere e che regalano spunti di lavoro pratici al pubblico. La scelta di un cafè come location rispecchia l’informalità del web e vuole essere anche un luogo di incontro reale per fare networking alla vecchia maniera.

Chi è

Anna Covone

Chi sono i  Partner

o   APCO, Associazione professionale italiana consulenti di management. Per tutti gli associati APCO, tolktolk darà diritto a tre crediti formativi. 

o   Chiaroscuro creative,

o   Il Titolo.it

 

Foto della serata

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Rassegna stampa

In Socialmedia 4 Febbraio 2016

OggiBO 2 febbraio 2016

Insocialmedia 2 febbraio 2016

FlashGiovani 2 febbraio 2016

Sinergicamente 22 gennaio 2016

Strumenti per comunicare 20 gennaio 2016

Myeventpass 20 gennaio 2016

Eventthint 20 gennaio 2016

 

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Chi sono

Sono Dora Carapellese, mi occupo di comunicazione, offrendo servizi di ufficio stampa, scrittura per l'editoria e formazione.

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